Cervo con polenta


Negli ultimi mesi sono stata pressoché totalmente assorbita dal lavoro ed ho ritenuto di non condividere i miei parchi – e tristissimi – pasti… fortunatamente è arrivato anche il periodo natalizio e con esso sono riuscita a cucinare un minimo!

Oggi vi propongo il cervo con polenta; personalmente amo la selvaggina e cucinato in questo modo anche quel sentore di selvatico, che per alcuni è troppo presente, svanisce quasi del tutto!

Vi servono:

  • mezzo kg di polpa di cervo
  • vino rosso q/b per marinare la carne
  • abbastanza foglie di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • maggiorana e rosmarino a paicere
  • mezzo etto di lardo o pancetta lardellata
  • 1 cipolla
  • 1 carota

Per prima cosa dovete mettere a bagno la vostra carne, tagliata a cubotti, per una notte nel vino rosso, con carota, alloro, erbe varie, e cipolla.

Il giorno seguente la sgocciolate e la fate rosolare con burro ed un soffritto di cipolla e lardo tagliato fine fine; quando è bella rosolata aggiungete altro vino rosso (abbondante) e lasciate cuocere per circa 70 minuti.

Non avendo tempo vi ho abbinato la polenta già pronta – non odiatemi – ed il risultato devo dire che meritava anche se la foto, scattata di fretta e last minute, non rende.

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Risotto alle erbe aromatiche


In campagna, senza nulla di particolare in frigo, ho deciso di arricchire un semplice ma buonissimo risotto alla parmagiana con delle erbe aromatiche. Il risultato ci ha lasciati parecchio sorpresi, merita.

Ho utilizzato:

  • 2 manciate di riso carnaroli per persona,
  • 100 gr di parmigiano grattugiato,
  • cipollotto
  • brodo vegetale
  • vino bianco secco q.b.
  • burro q.b.
  • maggiorana, timo, rosmarino e dragoncello freschi, q.b.

Ho iniziato facendo un piccolo soffritto con il cipollotto tagliato fine fine, quindi ho fatto tostare il riso e poi sfumato con mezzo bicchiere di vino bianco, per poi iniziare la cottura con il brodo vegetale aggiunto gradualmente. Dopo circa 10 minuti ho versato con il riso anche le erbe summenzionate tritate finemente e ho proseguito la cottura per altri 5 o 7 minuti. Quando il riso era al dente ho abbassato la fiamma e versato il formaggio grattugiato e, una volta assorbito, ho mantecato con una noce (abbondante) di burro.

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Calamari in guazzetto con spinaci


Questa ricetta l’ho vista – non ricordo il nome utilizzato tuttavia – cucinata da Benedetta Parodi e, amando i calamari, ho deciso di sperimentarla, sfruttando anche degli spinacini freschi.

Vi occorrono, per 2 persone abbondanti:

 

  • 700 gr di calamari
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio
  • peperoncino
  • vino rosso (un bicchiere)
  • spinaci (3 manciate abbondanti di quelli freschi o 3 / 4 cubetti se surgelati)
  • passata di pomodoro, 1 confezione media
  • sale
  • zucchero

Per prima cosa schiacciate l’aglio e lo rosolate in padella con olio e peperoncino a piacere, quindi pulite e tagliate ad anelli i calamari che poi farete saltare in padella con aglio e peperoncino, sfumandoli con il vino rosso. Una volta evaporata la componente alcolica aggiungete i vostri spinacini e li lasciate cuocere qualche minuto senza mescolate. Da ultimo aggiungete la passata di pomodoro, aggiustate di sale e zucchero e lasciate cuocere a fuoco dolce per 40 minuti.

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Zuppa di pesce


L’altro pomeriggio, terminato un corso, avevo un po’ di tempo e quindi ho deciso di viziarmi e viziare, preparando questa ricetta molto – ma molto – gustosa e leggera…anche se l’aver “esagerato” con le dosi ci ha portati a stramazzare sul divano al termine 😉

Ho utilizzato (dose consigliata per 4 persone o 2 parecchio affamate):

  • 2 filetti da 250 gr di scorfano
  • 1 rete di lupini (vongole)
  • 1 rete di cozze
  • 600 gr di passata di pomodoro
  • 1 cipolla piccola
  • 3 totani abbastanza grandi
  • 350 gr di code di gamberoni
  • mezzo litro di vino bianco secco
  • peperoncino e olio evo q.b.

Per prima cosa ho fatto aprire, dopo averle pulite, le cozze e le vongole, in due padelle con coperchio separate, aggiungendo in ciascuna soltanto – oltre ai molluschi – 1 dl di vino bianco. Una volta aperte le ho sgusciate quasi tutte, sia vongole che cozze, e messe da parte.

Ho successivamente pulito i totali e tagliati ad anelli ed ho tritato la cipolla; ho messo quest’ultima in una pentola capiente con un paio di cucchiai di olio e, diventata bionda, vi ho aggiunto i totani che, dopo circa 5 minuti, ho sfumato con il restante vino bianco. Trascorsi altri 10 minuti, con l’alcol evaporato, ho aggiunto la passata di pomodoro (con un pizzico di sale e un peperoncino secco) e 150 cl di acqua ed ho lasciato cuocere a fiamma media e poi bollire per circa 30 minuti.

Ho quindi affettato a cubetti di 1 cm circa lo scorfano e ho sgusciato le code di gamberoni che, essendo stati surgelati, ho aggiunto dopo i 30 minuti di cui sopra. Dopo altri 5 minuti ho aggiunto lo scorfano e, a distanza di altri 8 minuti vongole e cozze.

Ho lasciato quindi cuocere per altri 5 minuti ed ho servito con del pane abbrustolito.

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Sformato salato di zucchine


Sono a dieta…o almeno tento di esserlo, per tale ragione non ho più pubblicato nulla anche perché – e qui sono sicura che la maggior parte delle donne potranno capirmi – il solito petto di pollo o simile….è di una tristezza infinita sebbene buono. Ad ogni modo l’altra sera, affamata come pochi altri giorni, ho deciso di provare questa ricetta che devo dire esser molto gustosa ma leggera.

Prendete:

  • 500 gr di zucchine 
  • 1 mozzarella light
  • 100 gr di pancetta 
  • 80 gr di parmigiano  (se non l’avete non preoccupatevi, io l’ho sostituito con 150 gr di scamorza tagliata a fette sottili sottili una parte e l’altra a cubetti)
  • 4 fette di emmental (io ho compensato anche questa mancanza con la scamorza di cui sopra)
  • 2 uova
  • Pangrattato q.b.

Per prima cosa tagliate a cubetti molto piccoli le zucchine e le ponete in una ciotola insieme alle uova, a metà scamorza e alla mozzarella tagliate a cubetti e amalgama; quindi fate rosolare la pancetta a cubetti in padella e aggiungetela al composto. Con un pezzo di carta da cucina imbevuto di olio ungete una teglia per torte e la spolverate con il pangrattato, in modo omogeneo. Coprite (o disponete a piacere) il composto livellato con la restante scamorza affettata sottilmente. Versate il tutto e infornate per 40 minuti a 180 gradi.

Maccheroni con il cinghiale


Adoro la selvaggina e amo il cinghiale più di qualunque altra carne, premesso ciò si IMPONEVA questa ricetta quando me ne è stato regalato un bel pezzo.

Per prima cosa ho messo a mollo la polpa di cinghiale (circa 600 gr) con 2 litri di vino rosso fermo, 2 carote, 1 costa di sedano, una cipolla, un paio di spicchi d’aglio e tanto ma tanto alloro per circa 24 / 30 ore. Dopo di che ho scolato la carne, gettando via il vino e gli aromi e poi l’ho macinata; quindi ho tagliato finemente una carota e una costa di sedano, con mezza cipolla e uno spicchio d’aglio e li ho fatti soffriggere leggermente. Trascorsi un paio di minuti vi ho aggiunto la polpa di cinghiale e rosmarino e alloro tritati finemente e ho sfumato il tutto con il vino rosso. Ho lasciato cuocere così ancora una decina di minuti e poi ho aggiunto 400 gr di passata di pomodoro. Ho coperto la padella e ho lasciato cuocere a fiamma dolce per 3 ore circa e da ultimo ancora 15 minuti senza coperchio. Ho scolato al dente i miei maccheroni e li ho fatti saltare con il ragù.

Buonissimi!

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p.s. per le dosi, salvo quelle indicate, sono andata “a occhio”, non badate a spese per il vino, è quello a togliere il profumo di “selvatico” e a dare la giusta dose di sapidità alla carne.

 

Coniglio in padella e purè di cavolfiore


Dieta e gusto sono compatibili…anche se con qualche sforzo ai fornelli!

per prima cosa prendete:

  • c.d. sella di coniglio,
  • un cavolfiore medio,
  • una patata piccola,
  • burro,
  • una bottiglia di vino bianco secco,
  • rosmarino, salvia e noce moscata a piacere,
  • olio evo,
  • 50 gr di grana grattugiato,

Per prima cosa tagliate la sella di coniglio a pezzi, così da agevolarne la cottura, dopo di che la mettete “a bagno” nel vino bianco, così da farle assumere un sapore più delicato (ad alcuni il selvatico dà fastidio).

In una pentola mettete a bollire il cavolfiore, tagliato a cimette e la patata, rigorosamente in pezzi; dovrà bollire per circa 40 minuti, quindi frullate il tutto e mettete da parte per mantecare il purè con il formaggio e la noce moscata in un secondo momento, prima di servire.

Fate rosolare dopo 20 minuti a bagno il vostro coniglio, debitamente “scolato”, con un goccio d’olio, dopo di che continuate la cottura con altro vino per circa 40 minuti, aggiungendo da ultimo le spezie.

p.s. non vogliatemene ma ho deciso di far la foto soltanto a piatto quasi finito…quindi non rende, ma è venuto molto bene!

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