Tagliatelle aglio, olio e peperoncino su crema di cavolfiore con briciole croccanti alle acciughe


Questa ricetta è pressoché la copia di quella proposta non ricordo in quale episodio di “Cucine da Incubo” dallo Chef Cannavacciuolo… naturalmente presentata con molta meno classe e in quantità decisamente maggiori…

Per due persone:

  • 250 gr di tagliatelle fresche (ho optato per queste perchè raccolgono meglio la crema)
  • 1 cavolfiore medio piccolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio EVO q.b.
  • 15 acciughe (consiglio quelle del Cantabrico, si sente la differenza!)
  • pane grattugiato

In una pentola ampia (ho utilizzato un wok) – quando è calda – ponete le acciughe tritate e poi, quando sfrigolano, le briciole di pane e, non appena queste saranno croccanti e dorate, mettete da parte.

In un’altra pentola ponete a bollire il cavolfiore, tagliato a cime, e lo lessate in abbondante acqua salata (circa 15/20 minuti), quindi lo mettete in un frullatore con un mescolo di acqua di cottura e mezzo bicchiere di latte e frullate il tutto e mettete da parte. Nella stessa acqua buttate la pasta; quando è al dente scolate e fate saltare nella padella delle acciughe, con uno spicchio di aglio tritato, olio e peperoncino in abbondanza, terminando la cottura.

Ho quindi “mantecato” la pasta con un paio di cucchiai di crema, dopo di che l’ho impiattata ponendo la crema sul fondo del piatto, le tagliatelle e da ultimo le briciole di pane alle acciughe. image.jpg

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Cotoletta alla milanese


Forse in virtù dei miei natali, anche se ora abito altrove, amo la cotoletta alla milanese, rigorosamente fritta nel burro!

Potete prendere la classica costoletta di vitello o il petto di pollo (che ai bambini a volte piace di più), a seconda dei gusti, anche se la ricetta tradizionale vorrebbe la prima; sbattete due uova in una ciotola, in un’altra preparate il pangrattato. Passate la vostra fetta di carne nell’uovo e poi nella panatura, che deve aderire bene.

Mettete sul fuoco una padella capiente con tanto burro chiarificato e, quando sfrigolerà a dovere (tendente al color nocciola), vi ponete la carne che dovrà dorarsi ben bene su entrambi i lati.

Sgocciolate la vostra costoletta su carta da cucina o da fritto e servite calda.

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Capesante gratinate


Un evergreen che fa sempre scena e richiede pochissimo impegno.

Io preparo sempre 3 capesante a persona. Vi basterà:

  • capesante
  • uno spicchio d’aglio
  • pangrattato, pepe e sale q.b.
  • burro
  • prezzemolo a piacere
  • olio evo

Innanzitutto pulite e mettete da parte le capesante e le loro conchiglie, quindi tritate finemente prezzemolo e aglio a piacere, unite al pangrattato e all’olio, mescolate con cura, dopo di che ne disponete un bel cucchiaio su ciascuna capasanta, accuratamente posizionata nella sua conchiglia sulla carta da forno. In cima ad ognuna, inoltre, mettete una bella noce di burro e via in forno 15 minuti a 180°.

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Polpo alla luciana


Il classico secondo estremamente gustoso, economico e che vi permette di restare con i vostri commensali mentre cuoce da solo! Uno dei miei piatti preferiti, a base di pesce.

Procuratevi:

  • 7 etti di polpo
  • 400 gr di passata di pomodoro
  • una cipolla
  • uno spicchio d’aglio
  • sale pepe
  • olio EVO
  • un peperoncino

Innanzitutto tagliate finemente la cipolla, quindi la lasciate rosolare con dell’olio EVO. Quando sarà semi trasparente aggiungete il polpo, tagliato a “rondelle” di circa 2 cm l’una di lunghezza e, a fiamma media, lo fate “asciugare” per 5 minuti buoni, dopo di che aggiungete la polpa di pomodoro, uno spicchio d’aglio, peperoncino, sale e pepe e altro olio e lasciate cuocere per 50 minuti.

(secondo quella che credo sia la ricetta originale, aggiungerete anche olive e capperi, a me è stato vietato, ma viene comunque buonissimo!)

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Risotto con gamberoni, sfumato allo champagne


Il primo che ho proposto a Capodanno è proprio questo: un piatto veloce che incontra – generalmente – i gusti di tutti i commensali (e nel mio caso è stato anche un modo per non sprecare una bottiglia di champagne, che non amo).

Dosi per due persone:

  • Riso q.b. (io calcolo due manciate a testa)
  • 12 gamberoni
  • champagne o brut q.b. (mezza bottiglia)
  • brodo vegetale o di pesce (che potete ottenere o con il dado che trovate al supermercato o con le teste dei gamberoni)
  • burro
  • mezzo scalogno

Per prima cosa ho tagliato a pezzetti i gamberoni tranne due per persona che ho pulito e messo da parte. Quindi ho affettato finemente lo scalogno e ho fatto un piccolo soffritto per poi tostare il riso, dopo di che ho sfumato con il vino ed ho continuato fino a metà con quello, aggiungendo poi a questo punto il brodo e i gamberoni tagliati.

Ho contemporaneamente sfumato e fatto rosolare i gamberoni interi e, prima di servire, ho mantecato il riso con il burro.

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Zuppa di pesce


Un’alternativa alla zuppa di cui vi ho dato la ricetta, prevede anche il branzino, un pesce assolutamente delicato la cui polpa arricchirà il vostro piatto, “sciogliendosi” come accade con la rana pescatrice, che potete utilizzare in alternativa.

Un ottimo modo per utilizzare anche il pesce che vi è avanzato da un’altra preparazione, senza gettare nulla!

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Cervo con polenta


Negli ultimi mesi sono stata pressoché totalmente assorbita dal lavoro ed ho ritenuto di non condividere i miei parchi – e tristissimi – pasti… fortunatamente è arrivato anche il periodo natalizio e con esso sono riuscita a cucinare un minimo!

Oggi vi propongo il cervo con polenta; personalmente amo la selvaggina e cucinato in questo modo anche quel sentore di selvatico, che per alcuni è troppo presente, svanisce quasi del tutto!

Vi servono:

  • mezzo kg di polpa di cervo
  • vino rosso q/b per marinare la carne
  • abbastanza foglie di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • maggiorana e rosmarino a paicere
  • mezzo etto di lardo o pancetta lardellata
  • 1 cipolla
  • 1 carota

Per prima cosa dovete mettere a bagno la vostra carne, tagliata a cubotti, per una notte nel vino rosso, con carota, alloro, erbe varie, e cipolla.

Il giorno seguente la sgocciolate e la fate rosolare con burro ed un soffritto di cipolla e lardo tagliato fine fine; quando è bella rosolata aggiungete altro vino rosso (abbondante) e lasciate cuocere per circa 70 minuti.

Non avendo tempo vi ho abbinato la polenta già pronta – non odiatemi – ed il risultato devo dire che meritava anche se la foto, scattata di fretta e last minute, non rende.

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